Visite guidate in Lunigiana

 

 

 

 

Fivizzano: la piccola Firenze

Fivizzano, borgo e castello della Verrucola, pieve di Vendaso (FD)

La vera capitale culturale del nostro territorio è Fivizzano, avamposto fiorentino verso la Via Francigena. Il borgo vide nascere i primi libri stampati in Toscana (nel 1470) per mano di Iacopo da Fivizzano, grazie ai quali il numero di laureati residenti aumentò vertiginosamente, facendo meritare il soprannome di “piccola Firenze in Lunigiana”.Ancor’oggi, nel Museo della Stampa di Palazzo Fantoni-Bononi, sono visibili gli incunaboli ed i caratteri mobili dell’epoca.Risalendo verso l’Ospedalaccio (oggi Passo del Cerreto) si incontra uno dei castelli più belli e significativi del comprensorio, La Verrucola, teatro nel ‘400 del più tragico fatto di sangue in Lunigiana, posta a guardia della Via del sale e dei pellegrini che giungevano dal nord-est; le esigenze devozionali e recettive dei pellegrini giustificarono la costruzione dell’Hospitale (da cui il nome del passo) e della Pieve di San Paolo di Vendaso: fra le più antiche chiese battesimali della diocesi di Luni (già rammentata nel 1149) presenta bellissimi capitelli intagliati a fogliami ed animali o con gli emblemi dei quattro evangelisti, oltre ad un particolare intaglio rappresentante un serpente attorcigliato che tiene in bocca una mano d’uomo aperta.

Programma

Alle ore 9,00 ca. incontriamo la nostra Guida all’uscita autostradale di Aulla e partiamo in direzione del Passo del Cerreto.Alle 9,45 visitiamo il borgo ed il castello* della Verrucola, dominio della famiglia dei Bosi, e proseguiamo con la visita della pieve di VendasoAlle 12,30 ci concediamo un pranzo sorprendente prima di spostarci a Fivizzano per scoprire il convento degli Agostiniani, la chiesa di Sant’Antonio abate ed il Museo della Stampa.

 

Pontremoli: la porta della Toscana

Pontremoli, castello del Piagnaro e Ponticello (FD)

Considerata capitale della Lunigiana, definita da Filippo Augusto (1181) ..porta d’Italia e della Toscana, Pontremoli ha, per contro, sempre vissuto una storia autonoma ed a volte lontana dalle realtà circostanti.Cittá vera, ricca e superba, autentica chiave di volta dei rapporti politici ed economici della regione e, ancora, città del libro per antonomasia, conserva insospettati tesori artistici ed godibile. offre un’atmosfera sempre varia eIl Castello del Piagnaro é l’attrattiva di maggior richiamo, ma una visita ad alcune delle numerose chiese permette di capire l’evoluzione dell’arte pontremolese dal Gotico internazionale al Quadraturismo post-Barocco.Poco distante, nella valle del Caprio, vi é una delle perle del territorio, poco conosciuta ma affascinante e magica.Ancor prima che le case-torri rendessero famosa S. Gimignano qui, sull’antico confine (limes) tra Longobardi e Bizantini, si innalzavano le case forti ed i vicoli voltati di Ponticello, conservatisi intatti fino ai nostri giorni.

Programma

Alle ore 9,30 ca. incontriamo la nostra Guida all’uscita autostradale di Pontremoli e ci dirigiamo verso Porta Parma per scoprire l’evoluzione del “borgo di strada” e i caravanserragli del Medioevo.Alle 11,00 siamo al guelfo Castello del Piagnaro e restiamo affascinati dal mistero delle Statue Stele della Lunigiana. Finita la visita scendiamo in Piazza Guelfa, visitiamo la Cattedrale ed arriviamo in Piazza Ghibellina. Un aperitivo allo storico “Caffè degli Svizzeri” e ce ne andiamo a pranzo.Nel pomeriggio, terminiamo la visita con la chiesa di S. Francesco ed il quartiere di Beccheria, prima di spostarci – in bus – a Ponticello.Costi aggiuntivi: ingresso al castello INTERO € 4,00; RIDOTTO (dai 6 ai 16 anni) € 2,00; GRUPPI (+ di 10)€ 2,00

 

Le Statue Stele

Castello di Pontremoli, Sorano e Selva di Filetto, Castello della Spezia (FD)
Monumenti magici e misteriosi, realizzati nel periodo della tarda preistoria e della protostoria, il cui significato ancora ci sfugge.Figure antropomorfe scolpite nell’ arenaria con strumenti primitivi ma che ancora esprimono perfettamente la volontà di fare arte e di eternare questi simboli primordiali. Forse divinità, guerrieri od eroi, elementi di decoro funerario legati al culto della Dea Civetta o abitatori di altri mondi ?!Il significato, la finalità, la zona di origine, la stessa cronologia delle statue-stele sono problemi tuttora aperti, giacché il ritrovamento è sempre stato casuale e non archeologico.Prima ed autentica espressione artistica di una cultura, o forse di un popolo, che dal Mar Caspio alla Penisola Iberica ha lasciato rappresentazioni scultoree simili (e pure in Romania, in Svizzera, in Corsica, in Francia, Sardegna, Puglia, nella Val Camonica, in Valtellina e in Alto Adige), proprio in Lunigiana le stele ritrovate costituiscono il gruppo più omogeneo e significativo.Il nostro percorso consente un affascinante viaggio alla scoperta di queste opere (oggi, ahimè, non conservate e visitabili in un’unica struttura museale) che segnano il passaggio tra l’arte megalitica e la scultura, conoscendo il popolo ed il territorio che le ha prodotte.

Programma

Alle ore 9,00 ca. incontriamo la nostra Guida all’uscita autostradale di Pontremoli e ci dirigiamo verso il Ponte della Creusa per cominciare l’ascesa al guelfo Castello del Piagnaro, sede del Museo delle Statue Stele.Alle 11,00 siamo in Piazza Ghibellina, per un aperitivo allo storico “Caffè degli Svizzeri” prima di proseguire per S. Stefano di Sorano.Dopo la visita dell’antichissima chiesa castrense e Pieve (e delle Stele in essa conservate), ci addentriamo nella Selva di Filetto: luogo sacro e necropoli dei Liguri Apuani. Le emozioni e l’aria fina ci stimolano l’appetito e …ce ne andiamo a pranzo. Nel pomeriggio raggiungiamo La Spezia e, nel Museo Formentini, comprendiamo l’evoluzione artistica della Lunigiana storica. Costi aggiuntivi: ingresso ai musei INTERO € 8,00; RIDOTTO (dai 6 ai 16 anni) € 4,00; GRUPPI (+ di 10) € 5,00

 

I Palazzi dei mercanti La Pontremoli barocca

(HD) A cavallo tra il ‘600 ed il ‘700, l’ambiziosa ed alacre Pontremoli sfrutta appieno la posizione ideale di raccordo tra i commercianti della Pianura Padana ed il porto, franco da tasse, di LivoL’aumentata ricchezza e l’insediamento di famiglie del nord favorisce la costruzione e l’abbellimento di chiese e palazzi; le maestranze locali fanno a gara con gli artisti chiamati dalle regioni limitrofe per rinnovare la città, con un’interpretazione particolare del barocco e del neoclassico.Un’architettura sobriamente imponente, palazzi signorili che nascondono cortili interni e porticati, amplificati dalle perfette prospettive tromp l’oeil degli esperti pittori “quadraturisti”.Piccoli, grandi gioielli, conservati nei palazzi ancora abitati dai discendenti delle famiglie committenti, e mostrati solo agli amatori.

Programma

Alle ore 9,00 ca. incontriamo la nostra Guida all’uscita autostradale di Pontremoli e ci dirigiamo verso il centro storico dove visiteremo Palazzo Malaspina, Palazzo Dosi-Magnavacca e Palazzo Pavesi. Alle 11,30 proseguiamo, in pullman, per Villa Pavesi per una piccola degustazione dei grandi vini locali.

I sapori della Lunigiana

Filattiera, Mocrone, Iera e Villafranca(FD)

Una giornata alla scoperta dei sapori autentici e semplici, lontano dai rumori e dai ritmi della modernità, nel mondo del vero slow food e slow live.Cibi sostanziosi ed inaspettati, cucinati o prodotti con sistemi antichi ed immutati e gustati nell’ambiente che li ha originati, tra boschi millenari, storia rurale e Storia vera.

Programma

Alle ore 9,00 ca. incontriamo la nostra Guida all’uscita autostradale di Pontremoli e partiamo in direzione di Filattiera, per visitare un mulino ‘500sco che produce ancor’oggi la farina di castagne con gli stessi metodi e macchinari dell’epoca.Una breve, ma doverosa, visita alla Pieve di Sorano per poi proseguire in direzione di Mocrone: eccoci a casa di Graziella, l’ultima, eroica artigiana che ancora si ostina a produrre con gli antichi “testi” in ghisa il cibo principe di questo territorio, sua maestà il “Testarolo”.Il tempo di un breve ed eccitante assaggio e ripartiamo per visitare Bagnone, bellissimo e romantico borgo mercatale.Il pranzo ci farà scoprire le lasagne bastarde, le torte d’erbi, l’agnello di Zeri e tanto ancora, in un’apoteosi di sollucchero gustativo. Nel pomeriggio (per digerire) visitiamo il Museo etnografico di Villafranca, scoprendo gli strumenti e gli usi della tradizione popolare prima di concederci una degustazione dei vini locali o una merenda a base di stimolanti formaggi caprini e pecorini.

LO CHEF CONSIGLIA:
salumi e formaggi lunigianesi – le torte d’erbi le frittate d’erbette – le focaccettei Testaroli le lasagne bastardel’Agnello di Zeri – i funghi porcinii fagioli di Bigliolo – le cipolle di Treschiettola barbottaMarocca di Casola – pane (di Vinca, di Po, di Agnino)la Spongata – la Pattona – gli “Amor”farina di castagne – il miele DOP
La carta dei vini: Durella Pollera Vermentino dei Colli di Luni Passito di Pollera Amaro Clementi.

Di Pieve in Pieve

Pievi di Urceola e Sorano, San Caprasio di Aulla, Pievi di Codiponte e Vendaso (FD).
La Pieve, la Plebs, ovvero l’insieme del “volgo disperso che nome non ha”. Simbolo accomunante ed identificativo, protezione religiosa e politica che spesso, a torto, si fa riferire al semplice edificio religioso che la testimonia. I pellegrini ed i viandanti le cercavano ai crocicchi più importanti, alla fine di un’estenuante giornata di cammino e vi trovavano conforto e ristoro.Laddove non si poteva costituire una nuova Pieve, sorgevano santuari ed abbazie che conservavanoreliquie importanti in grado di offrire un altro conforto, un altro ristoro, rafforzando la volontà di emulare i Santi martiri lungo il cammino verso Roma o Sant’Iago. Ecco quindi le Pievi di Urceola, Popetto e Sorano lungo la Val di Magra, quelle di Vendaso, Offiano e Codiponte nella Valle dell’Aulella e l’Abbazia di San Caprasio nel punto in cui le due grandi vallate si riuniscono.Il mondo disincantato e frenetico di oggi sembra non avere nessun potere in questi luoghi, dove le strutture architettoniche e gli ornamenti dei capitelli o delle facciate rimandano ad una semplicità immediata che induce suggestione e richiama alla spiritualità più intima ed ingenua. Simboli arcaici, commistioni di religiosità diverse realizzate da semplici artigiani, lontano dai dogmi e gli stilemi delle grandi città.Conoscere e capire il mondo e le persone che hanno creato l’età moderna è un viaggio alla scoperta di sé stessi, della personale esigenza di spiritualità e di vita comunitaria, lontano dai condizionamenti impostici.

Programma

Alle ore 9,00 ca. incontriamo la nostra Guida all’uscita autostradale di Pontremoli per visitare, subito, una delle prime 4 pievi riconosciute al Vescovo di Luni, Urceola. Ci spostiamo poi a Sorano, per capire le permanenze dei luoghi sacri di popoli e culture diverse.La mattina si conclude con la visita di San Caprasio ad Aulla: Santo poco conosciuto Caprasio, vissuto nel V sec. e definito da S. Ilario “uomo di perfetta e piena austerità”, la cui storia, però, e quella delle sue reliquie potrebbero ispirare più di un romanzo.E, chissà, qualcuno di noi potrebbe diventare uno “stinco di Santo”.Dopo la necessaria pausa pranzo, proseguiamo in pullman verso Codiponte. La Pieve dei SS. Cornelio e Cipriano -“plebs” antichissima (VIII sec.), avamposto della cristianità in Lunigiana lungo la romana Via Regia, ornata da misteriose sculture medievali ci riporta colla fantasia all’alba del 2° millennio. Qualora la nostra fame di spiritualità arcaica ancora non fosse paga, concludiamo la visita guidata con la Pieve di San Paolo di Vendaso, lungo l’antico Passo dell’Ospitalaccio.


El Camino de Santiago de Compostela in Lunigiana

Codiponte, Gragnola, Fivizzano (FD)

“Molti sono i percorsi ma una è la via per la salvezza”. Esiste, cioè, un’unità della cultura e della civiltà del pellegrinaggio, articolata nelle peregrinationes maiores.Un mondo ed una civiltà nelle quali il nome di San Giacomo non voleva soltanto indicare una delle mete del pellegrinaggio, ma un modo di concepirlo e di viverlo, come ci ricordano le confraternite, gli ospedali e le strutture di accoglienza, poste sotto il suo nome (come l’Ordine ospitaliero di San Jacopo di Altopascio) in quanto protettore per eccellenza dei pellegrini e con forti connotazioni politiche (la sua iconografia lo rappresenta – infatti – anche come miles Christi, patrono della Riconquista, defensor fidei o – addirittura – matamoros).Da Pistoia e da Lucca i pellegrini attraversavano il Passo di Tea per raggiungere le coste liguri e proseguire verso la Galizia stimolando edificazioni civili (ponti, borghi) e religiose (pievi e santuari) ancora oggi testimonianze degli antichi percorsi.

Programma

Alle ore 9,30 ca. incontriamo la nostra Guida all’uscita autostradale di Aulla e partiamo in direzione di Codiponte.La Pieve dei SS. Cornelio e Cipriano - “plebs” antichissima (VIII sec.), avamposto della cristianità in Lunigiana lungo la romana Via Regia, ornata da misteriose sculture medievali - ed il borgo (sorto grazie al ponte) ci riportano colla fantasia all’alba del 2° millennio.Verso le 12,00 ci spostiamo a Gragnola e visitiamo il borgo, sviluppatosi nel XII sec. come mercato di cereali e granaglie e dominato dall’imponente Castel dell’Aquila. Dopo una doverosa (e sorprendente) pausa pranzo, proseguiamo in pullman fino a Fivizzano per visitare il 400sco convento degli Agostiniani e la chiesa di S. Antonio Abate, alla ricerca dei Cavalieri del Tau.

La Via Francigena in Lunigiana

SS. Annunziata, Filattiera, S. Caprasio, Sarzana (FD)

La strada ha le sue regole, la strada è la vera compagna di viaggio, la strada è la vita dell’homo viator, segno concreto ed ideale dell’itinerario esistenziale, luogo del mistero, simbolo del non conosciuto, attraente e temibile al tempo stesso.Ma la strada non è solo il mezzo, il tramite, la strada stessa è la meta dei “pazzi di Dio”.La Via Francigena, la Via per eccellenza che vivificava e rendeva santi tutti i luoghi che attraversava,percorreva la stretta valle che dal Passo della Cisa giungeva fino a PontrePievi, abbazie e monasteri sorgevano per accogliere i viandanti, miracolose apparizioni di Maria stimolavano la costruzione di santuari e nuovi borghi, il commercio e la traslazione delle reliquie favorivano nuove devozioni e culti, e ognuno camminava, perché il cammino è la redenzione e la meta: il labirinto della vita si dipana e si fa agevole solo percorrendolo.Seguiteci lungo l’itinerario dell’Arcivescovo di Canterbury, dell’abate islandese Nikulas, del re Filippo Augusto di Francia e di tutti gli altri anonimi viaggiatori che hanno reso possibile l’era moderna.

Programma

Alle ore 9,30 ca. incontriamo la nostra Guida all’uscita autostradale di Pontremoli e raggiungiamo il vicino complesso della SS. Annunziata: al suo interno ammiriamo, increduli, l’imponente cappella - ciborio del Sansovino (edificata per conservare l’affresco miracoloso) e la splendida Sacrestia. Visitiamo il doppio chiostro del convento agostiniano e siamo pronti a partire per Filattiera.Il diruto castello di S. Giorgio conserva ancora la più antica lapide scritta del territorio: l’epigrafe di Leodgar (VIII sec.) che ci rammenta gli sforzi profusi per rievangelizzare il territorio nell’alto Medioevo, mentre lo “Hospitale” dei Cavalieri del TAU di Altopascio testimonia l’impegno e la volontà di tutelare i pellegrini nel loro cammino.Alle 11,45 raggiungiamo Sarzana per concederci un aperitivo e goderci un buon pranzo. Nel pomeriggio scopriamo le botteghe ed i palazzi dei mercanti e, all’interno dell’inaspettata Cattedrale ammiriamo le tele del Fiasella e del Solimena, la croce di Mastro Guglielmo e gli altari dei Riccomanni.

Bizantini ed Ebrei

Filetto, Bagnone, Villafranca, Sorano (FD)

La lotta che contrappose Longobardi e Bizantini all’inizio dell’età di mezzo ebbe il suo epilogo in questi territori: lo sfondamento del limes sarà il primo passo della civilizzazione dei barbari ed il preludio all’età feudale.Nuovi insediamenti fortificati sorgono a controllo di un territorio di valenza strategica incredibile ma desolantemente povero di risorse coltive.Nel XIII sec. Franceschino Malaspina decise di fondare un borgo in cui i commerci e l’insediamento di botteghe fossero esenti da imposte, una Villa di fondazione, franca da tasse; questo determinò la fortuna dei borghi lungo la valle del Bagnone e dei mercanti (in gran parte ebrei) che, insediandovisi, fecero sorgere attorno ai castelli già esistenti dei fiorenti mercatali : Bagnone, Malgrate e Filetto.Luoghi sacri dei Liguri Apuani e terre bizantine, vie del sale e delle spezie, immersi in boschi millenari ed incontaminati, il tutto arricchito da autentica ed intatta cultura gastronomica: un tuffo nel passato storico e nella quiete della Lunigiana.

Programma

Alle ore 9,00 ca. incontriamo la nostra Guida all’uscita autostradale di Pontremoli e partiamo in direzione di Filetto, antichissimo e suggestivo borgo bizantino. Proseguiamo per Bagnone per comprendere l’evoluzione del doppio borgo (ghibellino e mercatale) prima di pranzare con le specialità locali.Nel pomeriggio raggiungiamo Villafranca, dove visitiamo il Museo etnografico prima di trasferirci alla Pieve di S. Stefano di Sorano.

La valle del Taverone

Comano, Tavernelle e Crespiano (FD)

oggi quasi dimenticate, testimoni e protagoniste in passato dei grandi avvenimenti storici italiani ed europei. La valle del Taverone (affluente di sinistra della Magra) poco frequentata dai grandi flussi turistici, permette di raccontare come si svolgeva un viaggio otto secoli fa.Qualunque fosse il motivo del viaggio, guerra, preghiera o denaro, i borghi, le pievi ed i castelli che incontreremo sono testimonianza di esso e ancora oggi raccontano delle persone che vi hanno abitato, sostato o vi sono rimaste uccise, dipingendo un affresco affascinante della Lunigiana nel momento del suo massimo splendore.

Programma

Alle ore 9,30 ca. incontriamo la nostra Guida all’uscita autostradale di Aulla per dirigerci verso la valle del Taverone coi borghi di Panicale, Pontebosio e Varano. Una sosta presso la Pieve di Venelia (IX sec.) ed eccoci a Tavernelle, sorta nel ‘300 lungo la “Via del sale”.Raggiungiamo Comano per la pausa pranzo e per una suggestiva visita del borgo. Nel pomeriggio riscendiamo la valle fino a Crespiano, per concludere la giornata con una degustazione di prodotti tipici all’interno del Castello di Terrarossa.

A spasso nella Preistoria

IL PARCO CULTURALE DELLE GROTTE DI EQUI TERMEI; ITINERARIO NATURALISTICO

Caratteristiche geologiche e ambientali del territorio.Incontriamo la nostra Guida all’uscita autostradale di Aulla; durante il tragitto stradale fino ad Equi Terme (ca. 40 minuti) scopriremo l’evoluzione geografica, climatica e storico-antropologica della Lunigiana in generale. Risaliamo l’alta valle del torrente Lucido per giungere ad Equi Terme dove visitiamo le Grotte, uno dei più vasti sistemi ipogei d’Europa. Proseguiamo passeggiando lungo il “Solco di Equi”, suggestivo canyon naturale scavato nei millenni dal torrente Catenella, per giungere in vista della Tana della Volpe e della Grotta delle Felci (luoghi di importanti ritrovamenti paleolitici e neolitici) osservando l’insospettata flora locale, ricca di endemismi e particolarità. Possibilità di partecipare a laboratori didattici ad indirizzo botanico o geologico (ca. 3 ore). GROTTE CHIUSE FINO A GIUGNO

ITINERARIO STORICO Le diverse tipologie degli insediamenti umani nel corso dei secoli. Incontriamo la nostra Guida all’uscita autostradale di Aulla;  durante il tragitto stradale fino ad Equi Terme (ca. 40 minuti) scopriremo l’evoluzione storico-antropologica della Lunigiana in generale.Visitiamo delle Grotte di Equi Terme, uno dei più vasti sistemi ipogei d’Europa, inserito nelle zone di caccia dell’uomo preistorico. Il Museo delle Grotte, grazie alle riproduzioni a grandezza naturale ed ai pannelli didattici, ci farà conoscere l’aspetto, la vita e gli insediamenti dell’uomo eneolitico. Visita, infine, al borgo medievale di Equi Terme ed alle sorgenti termali già note ai Romani.Possibilità di partecipare a laboratori didattici ad indirizzoantropologico (ca. 3 ore). GROTTE CHIUSE FINO A GIUGNO

ITINERARIO DELLE ACQUE Il complesso ed articolato sistema idrico naturale delle Alpi ApuaneIncontriamo la nostra Guida all’uscita autostradale di Aulla;  durante il tragitto stradale fino ad Equi Terme (ca. 40 minuti) scopriremo l’evoluzione idrogeologica della Lunigiana in generale.Partiamo dalle sorgenti del torrente Lucido e visitiamo il borgo ed il complesso termale di Equi Terme, con assaggio di acqua dolce e di acqua sulfurea; un’agevole passeggiata, lungo il percorso Trekking Lunigiana, ci porta a Santa Lucia di Monzone, con sosta lungo il tragitto per dissetarci alla sorgente dei Bozzetti.  A Monzone visitiamo le sorgenti dell’Acqua Nera e dell’Acqua Salata e le assaggiamo entrambe. Speriamo che qualcuno abbia portato un po’ di vino !!!GROTTE CHIUSE FINO A GIUGNO.

L’albero del pane: Volendo cercare un sinonimo di Lunigiana, potremmo certamente dire “civiltà del castagno”; gli usi ed i costumi, le tradizioni ed i regolamenti comunali più antichi fanno riferimento a questo albero che Giovanni Pascoli definì: “albero del pane”.  Dal castagno si ricavavano le castagne per la farina – il pane dei poveri – ma anche legna da ardere, pali per recinzioni, travi per le case e tavole per i mobili. Anche le foglie trovavano utilizzo, come lettiera per gli animali o per avvolgere pane e formaggi. Ricci e potature venivano sotterrati per fornire concimatura alle stesse piante.  Ebbene, una sorta di “maiale vegetale”.

ProgrammaL’escursione, in qualunque parte del territorio, prevede una passeggiata inun castagneto, la visita di un essiccatoio e di un mulino ad acqua.

 

 

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