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Eno-gastronomia


Lettera ai golosi

La riscoperta e la tutela dei prodotti e/o dei piatti tipici della cultura italiana non esiste in Lunigiana. Non è necessario investire risorse o fare appello a sentimenti patriottici, visto che la nostra cucina non ha mai subito alterazioni nel corso dei secoli e non ha subito commistioni internazionali ma, viceversa, continua a proporre gli ingredienti e le preparazioni di sempre, senza subire le lusinghe del mercato globale.

Che si tratti di uno spuntino veloce o di un pranzo celebrativo, le centinaia di trattorie, ristoranti ed agriturismi del ns. territorio vi regaleranno momenti di estasi gustativa, siamo pronti a scommettere con Voi.
Pur nella diffusione ampiamente omogenea, in tutto il territorio, di piatti tipici di alcune zone particolari,Vi suggeriamo di scoprire la cottura nei testi di ghisa e Vi raccomandiamo di esigere le specialità precipuamente locali:

a Pontremoli: sua maestà il Testarolo
a Malgrate, Bagnone, Iera e Villafranca: la cipolla di Treschietto
a Podenzana: il Panigaccio
da Bagnone a Mulazzo: antiche e sorprendenti, le Lasagne bastarde (con farina di castagne) a Comano, Tavernelle e Crespiano: umile e sostanzioso, il Fagiolo di Bigliolo nella Val di Magra: cibo e simbolo, l’Agnello di Zeri
nella Lunigiana orientale: Focaccette con formaggi e Filetto della Lunigiana
ovunque: Il “cibo” per eccellenza, il Pane = di Vinca, di Po, di Agnino, La Marocca di Casola

(leggi i programmi a pagina 10 del catalogo)